Salario minimo: il Governo presenta una nuova proposta sulla retribuzione

Salario minimo: il Governo presenta una nuova proposta sulla retribuzione
Salario minimo

Addio al salario minimo. Il 5 dicembre, in Aula a Montecitorio, è stato presentato un nuovo disegno di legge delega che rivoluziona il panorama della retribuzione dei lavoratori italiani. La proposta dell’opposizione, che mirava a introdurre un salario minimo legale di 9 euro lordi all’ora, è stata abbandonata in favore di un approccio più ampio. I partiti della maggioranza in commissione Lavoro alla Camera hanno votato a favore di un disegno di legge sui “trattamenti retributivi giusti ed equi.”

Il disegno di legge, ora all’esame dell’Aula di Montecitorio, contiene due deleghe al governo da esercitare entro sei mesi dall’approvazione della legge. La più rilevante prevede di estendere il “trattamento economico complessivo” (Tec) minimo del contratto più applicato a tutti i lavoratori che nella stessa categoria non sono raggiunti dalla contrattazione collettiva.

Estensione dei trattamenti economici

Tra i principi ispiratori del disegno di legge, si individua l’individuazione, per ogni categoria, dei contratti collettivi più applicati, prevedendo che il “trattamento economico complessivo” minimo del contratto più applicato sia la condizione economica minima per tutti i lavoratori nella stessa categoria. Questo si estenderà anche ai lavoratori non raggiunti da alcuna contrattazione collettiva, applicando il contratto della categoria più affine.

Coinvolgimento di appalti e subappalti

Un altro principio chiave della delega riguarda i settori degli appalti di servizi di qualsiasi tipologia. Le società appaltatrici e subappaltatrici saranno obbligate a riconoscere ai lavoratori coinvolti trattamenti economici complessivi minimi non inferiori a quelli previsti dai contratti collettivi più applicati nella categoria in cui si sviluppa l’appalto.

Partecipazione dei lavoratori e contratti scaduti

La delega al governo indica anche il principio di disciplinare modelli di partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili d’impresa. Inoltre, per i contratti scaduti o rinnovati con ritardi, il disegno di legge prevede strumenti per incentivare il rinnovo dei contratti collettivi nei tempi previsti, con riconoscimento di incentivi anche per i lavoratori.

Incentivare la contrattazione decentrata

Tra gli obiettivi del governo si individua anche l’incentivare lo sviluppo della contrattazione di secondo livello con finalità adattive, per far fronte alle diverse necessità derivanti dall’incremento del costo della vita e alle differenze territoriali.

Contro il lavoro irregolare

La delega si propone di contrastare il lavoro irregolare attraverso strumenti tecnologici evoluti e l’implementazione di banche dati condivise. L’obiettivo è aumentare l’efficacia delle azioni di contrasto al lavoro nero o irregolare, evasioni contributive ed assicurative.

Riflessioni sulla proposta

Marta Schifone, relatrice del disegno di legge, afferma che l’obiettivo è rafforzare la contrattazione collettiva come strumento per contrastare il lavoro povero. Tuttavia, l’opposizione lamenta una manovra della maggioranza per svuotare la proposta iniziale di salario minimo, trasformandola in una legge di delega al governo.

In conclusione, la proposta del governo getta le basi per una ridefinizione del sistema retributivo in Italia, puntando su trattamenti economici complessivi e una maggiore partecipazione dei lavoratori, ma non senza sollevare polemiche e critiche da parte dell’opposizione.