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Netanyahu: Hamas accusato di crimini di guerra, Israele mira alla vittoria totale a Gaza

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Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, ha respinto energicamente le accuse secondo cui Israele prenderebbe deliberatamente di mira i civili a Gaza. In un’intervista a Fox News, ha dichiarato che non è Israele, ma Hamas, a commettere crimini di guerra.

Netanyahu ha sottolineato che il suo Paese sta facendo tutto il possibile per proteggere i civili, offrendo corridoi umanitari e zone sicure. Tuttavia, accusa Hamas di mettere intenzionalmente in pericolo la popolazione, impedendo loro di evacuare sotto la minaccia delle armi.

Israele offre corridoi umanitari, Hamas impedisce l’evacuazione

Il premier israeliano ha ribadito che Israele è impegnato a proteggere i civili di Gaza, offrendo loro corridoi umanitari e zone sicure. Ha dichiarato che il suo Paese sta facendo tutto il possibile per mantenere la popolazione lontana dai pericoli, ma Hamas ostacola questi sforzi, costringendo i civili a rimanere in zone a rischio.

Determinazione verso la vittoria totale: Netanyahu visita il battaglione

Durante la visita al battaglione dell’esercito di ricognizione nel deserto, noto come Unità 585 o battaglione beduino, Netanyahu ha espresso determinazione nella “vittoria totale”. Ha dichiarato che questa non è semplicemente un’operazione o una serie di combattimenti, ma un impegno verso la completa eliminazione di Hamas.

Il premier ha assicurato che non ci saranno pause, evidenziando la ferma volontà di Israele di raggiungere il successo totale nella situazione attuale.

Netanyahu respinge il cessate il fuoco: “Condizioni subordinato al rilascio degli ostaggi”

In un’intervista successiva a Fox News, Netanyahu ha respinto la possibilità di un cessate il fuoco con Hamas. Ha sottolineato che qualsiasi interruzione temporanea delle operazioni sarebbe subordinata al rilascio degli ostaggi israeliani detenuti da gruppi terroristici a Gaza.

Il giorno successivo, Netanyahu ha annunciato che, dopo l’eliminazione di Hamas, Israele eserciterà un controllo totale su Gaza. Questo comprenderebbe la completa smilitarizzazione per garantire la sicurezza di Israele e della regione.

Il premier ha chiarito che questa misura è essenziale per prevenire minacce future e assicurare la stabilità nella regione. Ha sottolineato la volontà di Israele di prendere misure decisive per proteggere la sicurezza nazionale e regionale.

Opposizione al ritorno dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) a Gaza

Netanyahu si è opposto fermamente al ritorno dell’Autorità Nazionale Palestinese a Gaza dopo la guerra contro Hamas. Ha criticato il presidente Mahmoud Abbas, affermando che non può esserci un’autorità che promuove l’odio e ricompensa gli assassini.

Il premier ha enfatizzato la necessità di una leadership responsabile e di un impegno per la pace duratura nella regione. Ha dichiarato che Israele è disposto a collaborare con partner internazionali per raggiungere una soluzione che porti a una stabilità duratura in Medio Oriente.

Questi sviluppi recenti illustrano il contesto complesso e le posizioni ferme delle parti coinvolte nella crisi a Gaza. L’articolo fornisce approfondimenti sulle dichiarazioni di Netanyahu, riflettendo le tensioni e le sfide nella regione. La situazione attuale richiede un monitoraggio attento mentre le potenze regionali e internazionali cercano di trovare una soluzione che porti a una pace sostenibile nella regione.

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