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Argentina: Milei sfida la piazza, migliaia di manifestanti contro le riforme

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Una marea di manifestanti ha invaso Plaza de Mayo a Buenos Aires in una giornata di proteste contro le riforme del neopresidente dell’Argentina, Javier Milei. I cortei, composti da membri di movimenti sociali e sostenitori dei partiti di sinistra, hanno raggiunto la spianata delle Madri dei desaparecidos della dittatura, non senza momenti di tensione a causa del dispiegamento massiccio delle forze di polizia che hanno cercato di mantenere l’ordine lanciando gas lacrimogeni.

Argentina: Milei e il conflitto sociale

Il presidente Milei ha affrontato la sua prima prova da capo di Stato sfidando la piazza in una giornata carica di tensioni. Il fronte delle organizzazioni di sinistra, guidato dal Polo Obrero, ha annunciato una manifestazione di protesta nella centrale Plaza de Mayo. La protesta principale è contro le riforme economiche di Milei, che mira a far adottare all’Argentina il dollaro USA.

Il nuovo protocollo e repressione

In risposta alle proteste, il ministro della Sicurezza, Patricia Bullrich, ha dichiarato l’attuazione “inflessibile” del nuovo protocollo delle forze dell’Ordine in tema di manifestazioni. Questo protocollo prevede una repressione severa delle proteste che bloccano la circolazione stradale e sanzioni per gli “istigatori dei picchetti”. Il titolare del dicastero del Capitale Umano, Sandra Pettovello, ha annunciato la revoca dei sussidi sociali per coloro che partecipano a picchetti o disordini.

Argentina: la prima grande protesta contro le liberalizzazioni di Milei

Mercoledì, migliaia di persone si sono riunite a Buenos Aires per la prima grande manifestazione di protesta contro le misure economiche annunciate dal governo di Milei. Le riforme includono liberalizzazioni, deregolamentazioni, tagli alla spesa pubblica e una drastica svalutazione della valuta locale. Milei ha dichiarato l’intenzione di “ricostruire il Paese, restituire libertà e autonomia agli individui e smantellare norme che hanno ostacolato la crescita economica”.

Milei e la crisi economica argentina

Il governo di Milei è stato eletto in un momento di grave crisi economica in Argentina, con un’inflazione al 147% e crescente povertà. La riduzione del valore della moneta argentina del 50% rispetto al dollaro statunitense e i tagli ai sussidi per l’energia e i trasporti sono tra le misure annunciate.

Conclusioni

La protesta, guidata principalmente da gruppi che rappresentano persone disoccupate, si è svolta inizialmente in modo pacifico, ma con scontri successivi tra la polizia e alcuni manifestanti. Gli organizzatori hanno chiesto uno sciopero generale di protesta, mentre Milei ha annunciato circa 300 interventi come “primi passi verso la ricostruzione del paese”. Il governo ha minacciato la perdita dei sussidi statali per i partecipanti alle proteste, alimentando ulteriori tensioni in un’Argentina in tumulto.

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