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Il ritorno di Samuele Lippi: un mandato Breve segnato dalla cocaina

Samuele Lippi

Samuele Lippi (foto ANSA)

Nella pittoresca città costiera di Cecina, in provincia di Livorno, si è verificato un evento politico straordinario che ha scosso le fondamenta dell’amministrazione locale. Il sindaco Samuele Lippi, precedentemente coinvolto in uno scandalo di cocaina, è tornato alla guida del comune. Ma la sua permanenza è durata solo 24 ore.

La caduta e la rinascita di Samuele Lippi

Tutto ebbe inizio nel luglio dello scorso anno, quando Samuele Lippi venne fermato da una pattuglia dei carabinieri mentre si trovava al volante della sua auto. Durante la perquisizione, le forze dell’ordine rinvennero una piccola dose di cocaina. Benché non fosse stata presentata alcuna denuncia penale, le implicazioni politiche di questo evento furono evidenti, poiché la figura del sindaco coinvolta in un caso di droga diventava politicamente insostenibile.

L’opposizione, composta principalmente da Forza Italia e Lega, chiese immediatamente la sfiducia nei confronti di Lippi. Tuttavia, la maggioranza del Partito Democratico (Pd) resistette, sostenendo che vi erano progetti in corso e finanziamenti significativi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) che sarebbero stati in pericolo in caso di dimissioni immediate.

Per evitare una crisi politica, fu trovata una soluzione intermedia. Samuele Lippi scelse di autosospendersi per “motivi di salute,” permettendo al vice sindaco e agli assessori di guidare l’amministrazione fino alla scadenza naturale del mandato prevista per il 2024.

Il ritorno e le dimissioni

Tuttavia, dopo soli tre mesi, Lippi annunciò la sua intenzione di tornare in servizio, dichiarando di essere “guarito”. Questo annuncio suscitò reazioni contrastanti, poiché quattro dei cinque assessori in carica si dimisero, ritenendo prematuro e inappropriato un ritorno così celere. Anche il Pd fece pressioni su Lippi affinché ritrattasse la sua decisione.

L’apice della crisi si raggiunse quando si tenne un’assemblea del partito Pd con segretari e iscritti, durante la quale fu approvato un documento che chiedeva a Lippi di dimettersi. In alternativa, i consiglieri comunali minacciarono di dimettersi, portando alla caduta del sindaco e del consiglio comunale.

Il futuro di Cecina

Dopo le dimissioni, la segreteria regionale del Pd in Toscana ha espresso il suo sostegno al Pd cecinese. Elena Benedetti, segretaria dell’Unione comunale Pd, ha affermato che la decisione di rimuovere Lippi è stata dolorosa ma necessaria, data la sua volontà di rientrare dopo lo scandalo di luglio. Anche Federico Pazzaglia, un ex candidato sindaco del centrodestra, ha sottolineato che questa mossa era inevitabile.

Chiara Tenerini di Forza Italia ha sottolineato il ruolo costruttivo dell’opposizione, che ha agito nell’interesse della comunità. Mentre Cecina si prepara a un nuovo futuro politico sotto la guida di un commissario prefettizio, rimane da vedere quale sarà il destino di Samuele Lippi. Un sindaco che è passato dalla rinascita politica a una nuova e definitiva caduta in un breve lasso di tempo.

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