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Vittorio Sgarbi sotto indagine per evasione fiscale: il sottosegretario difende le sue attività

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi (foto ANSA)

Il noto politico e critico d’arte Vittorio Sgarbi si trova al centro di una controversia legata a un’indagine per evasione fiscale a Roma. La notizia ha sollevato numerose domande sulle sue attività e sulla sua compatibilità con il ruolo di sottosegretario, portando il suo ministro Gennaro Sangiuliano a dissociarsi dalle azioni del collega.

Vittorio Sgarbi: i 300 mila euro e la questione dell’incompatibilità

La vicenda dei 300 mila euro, frutto di attività di consulenza, presentazioni e mostre iniziata all’inizio del 2023, è stata dettagliata dal quotidiano “Il Fatto Quotidiano”. Si tratta di 28 eventi a pagamento per un totale di 214 mila euro di compensi. Tuttavia, cinque di questi eventi sono ancora in attesa di conferma e valgono altri 41 mila euro. L’avvocato di Sgarbi, Giampaolo Cicconi, ha difeso l’operato del politico affermando che non vi è incompatibilità tra la sua funzione di sottosegretario e quella di presidente della giuria di Miss Italia.

Tuttavia, la legge n. 215/2004 all’articolo 2 proibisce ai titolari di cariche di governo di esercitare attività professionali o di lavoro autonomo connesse con la carica di governo, anche se gratuite, a favore di soggetti pubblici o privati. Inoltre, nessun rimborso è stato richiesto da Sgarbi o dai suoi collaboratori per attività non istituzionali.

Le attività discutibili di Vittorio Sgarbi

Alcune attività di Sgarbi hanno sollevato interrogativi. Ad esempio, il suo coinvolgimento come direttore artistico della Fondazione Pallavicino Onlus e il suo presunto coinvolgimento in transazioni finanziarie con altre organizzazioni. In particolare, l’acquisto di un’opera d’arte è stato oggetto di controversia in quanto Sgarbi avrebbe acquistato l’opera per conto di un’altra persona, evitando così il pagamento delle tasse.

L’indagine a Roma

Oltre alle controversie legate alle sue attività private, Sgarbi è ora oggetto di un’indagine a Roma in cui si afferma che non ha pagato 715 mila euro all’Agenzia delle Entrate. Secondo l’accusa, la sua compagna Sabrina Colle avrebbe acquistato opere d’arte in suo nome per evitare l’imposta sulle vendite. Un’opera d’arte in particolare, “Il giardino delle Fate” di Vittorio Zecchin, risalente al 1913, è al centro dell’indagine.

La difesa di Vittorio Sgarbi

Il legale di Sgarbi, Giampaolo Cicconi, ha difeso il sottosegretario sottolineando che ha proceduto alla rottamazione delle cartelle esattoriali e sta pagando tutte le rate. Tuttavia, l’accusa si basa sull’articolo 11 della legge 74 del 2000, che punisce chiunque cerchi di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto. Sgarbi ha risposto alle accuse dichiarando che l’opera d’arte in questione l’ha donata alla sua fidanzata da Corrado Sforza Fogliani.

Sangiuliano si dissocia

Il Ministro Gennaro Sangiuliano ha preso le distanze da Sgarbi e ha dichiarato di essere indignato dal suo comportamento. Ha segnalato l’intera questione a Giorgia Meloni, leader del suo partito, affermando di cercare di mantenere una distanza adeguata da Sgarbi e di cercare di risolvere i problemi da lui causati.

La segnalazione all’Antitrust

Sangiuliano ha inoltre annunciato di aver scritto all’Antitrust per verificare se le attività a pagamento di Sgarbi siano contrarie alla legge. Infine, ha sottolineato la sua dedizione alla moralità, affermando di pagare di tasca propria persino i pranzi istituzionali e di donare regali ricevuti in qualità di ministro alla Caritas.

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