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Giorgia Meloni vittima di uno scherzo telefonico da comici russi: parla della guerra in Ucraina

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni (foto ANSA)

Nell’ultimo episodio di scherzi telefonici di alto profilo, la premier italiana Giorgia Meloni è stata vittima di un finto politico africano, che in realtà erano i comici russi Vovan e Lexus, noti per le loro burle telefoniche a personaggi pubblici. Durante la conversazione, il duo ha affrontato il delicato argomento del conflitto in Ucraina, cercando di ottenere le opinioni della Meloni.

Una via d’uscita dal conflitto

La premier italiana ha risposto con una nota di realismo, sottolineando che c’è molta stanchezza da entrambe le parti coinvolte nel conflitto ucraino. Ha affermato che potremmo avvicinarci al momento in cui tutti capiranno l’importanza di trovare una via d’uscita per risolvere la crisi. Queste parole sono emerse durante una conversazione ingannevole con i comici russi, che hanno simulato di essere un politico africano preoccupato per l’assenza di aiuti all’Africa a causa della distribuzione dei fondi europei all’Ucraina.

La controffensiva ucraina e le sue conseguenze

La Meloni ha anche toccato il tema della controffensiva ucraina, ammettendo che non sta procedendo come inizialmente previsto e ha provocato una serie di crisi, tra cui l’immigrazione, l’inflazione e l’aumento dei prezzi dell’energia. Tuttavia, ha chiarito che non ha cambiato il destino del conflitto e ha sottolineato l’importanza di trovare una soluzione accettabile per tutte le parti coinvolte senza scatenare nuovi conflitti.

Le posizioni di Giorgia Meloni su nazionalismo e Stepan Bandera

La premier italiana è rimasta ferma sulle accuse di nazionalismo russo e culto del collaborazionista dei nazisti Stepan Bandera. Ha sostenuto che gli ucraini stanno facendo ciò che è giusto e che stanno cercando di aiutarli. Inoltre, ha escluso l’idea di soddisfare le richieste russe per sbloccare l’accordo sul grano ucraino, sottolineando la necessità di trovare una soluzione alternativa per evitare il ricatto russo.

Immigrazione e le tensioni con l’UE

Uno degli altri temi importanti affrontati dalla premier è stato l’immigrazione. Ha evidenziato la complessità della situazione, con un costante flusso di migranti africani che arrivano in Italia. Ha espresso frustrazione per l’inerzia dei colleghi europei, affermando che l’Europa ha spesso lasciato l’Italia a gestire il problema da sola, nonostante l’entità del fenomeno influenzi non solo l’Unione Europea ma anche le Nazioni Unite.

Irritazione con la Francia e la situazione in Niger

Infine, Giorgia Meloni ha mostrato irritazione nei confronti della Francia, chiedendo al finto politico africano se il golpe in Niger fosse stato diretto contro il governo francese. Ha indicato che la Francia sembra spingere per un intervento, mentre lei sta cercando di sostenere sforzi diplomatici. Ha sottolineato le diverse priorità francesi legate alle risorse minerarie del Niger e ha chiesto un atteggiamento prudente per evitare complicazioni ulteriori.

Giorgia Meloni: la dichiarazione di Palazzo Chigi

La notizia ha suscitato un’ampia reazione e, in seguito alla divulgazione dell’episodio, l’Ufficio del Consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio dei Ministri ha rilasciato una dichiarazione pubblica. Hanno affermato che sono stati tratti in inganno da un impostore che si è spacciato per il Presidente della Commissione dell’Unione Africana durante una serie di incontri con leader africani. La Meloni aveva cercato di rafforzare i rapporti con tali leader in occasione dell’Assemblea Generale dell’Onu. La dichiarazione è stata rilasciata dopo numerose richieste di commento da parte dei media.

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