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Via libera al Codice Rosso: unanime accordo del Senato contro la violenza di genere

Violenza di genere

Violenza di genere

L’aula del Senato ha espresso un consenso unanime per l’approvazione del disegno di legge che mira a inasprire il “codice rosso” contro la violenza di genere. La decisione segue l’orrendo femminicidio di Giulia Cecchettin, che ha scosso la politica nazionale, generando emozione e sdegno diffusi. Questo provvedimento, già approvato alla Camera, ha ottenuto il via libera dalla commissione giustizia del Senato con un rapido consenso bipartisan.

Violenza di genere: una risposta politica unitaria

Il centrosinistra, pur nutrendo riserve sulla completezza del provvedimento, ha scelto di non presentare emendamenti, manifestando un’unità politica di fronte a un tema così delicato. Dall’altro lato, il centrodestra si è dichiarato disposto a collaborare su ordini del giorno “condivisi”, cercando così di gettare le basi per futuri interventi legislativi. Tra le questioni in discussione, spicca l’importante aspetto della “prevenzione primaria” nelle scuole, un terreno su cui permangono profonde divergenze, come evidenziate dalle polemiche sul piano annunciato dal ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara.

Obiettivo comune: il 25 novembre

Tutte le forze politiche concordano sull’importanza di inviare un “segnale” concreto di reazione delle istituzioni prima della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, fissata per il 25 novembre. Quest’anno, la giornata sarà particolarmente sentita e partecipata, con decine di manifestazioni in tutta Italia a nome di Giulia e dell’indignazione che il suo caso ha suscitato.

Violenza di genere: le misure contenute nel Ddl

Il testo del ddl, che riprende misure già previste dal governo Draghi, non si limita all’inasprimento delle pene, ma pone un’enfasi particolare sul rafforzamento di misure preventive. Tra queste rientrano l’ammonimento, il braccialetto elettronico e la definizione di una distanza minima di avvicinamento. Uno degli aspetti più significativi del provvedimento è l’applicazione di tali misure anche ai cosiddetti “reati spia”, riconoscendo l’importanza di agire in modo preventivo.

Critiche e polemiche

Tuttavia, non mancano le critiche. La segretaria dem Elly Schlein ha evidenziato la mancanza di un focus specifico sulla prevenzione nel testo, sottolineando la necessità di includere educazione nelle scuole e formazione per gli operatori. Il Partito Democratico si dichiara disponibile ad azioni bipartisan, ma Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, sembra restare in silenzio.

Difesa del Governo e speranze per il futuro

La ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, sostenitrice del ddl, ha difeso l’impegno del governo nella lotta alla violenza di genere, sottolineando gli investimenti significativi in centri antiviolenza e case rifugio. Nonostante le critiche, Roccella rivendica gli sforzi del governo, affermando che sono stati investiti più di 55 milioni di euro, superando i 35 milioni della precedente amministrazione.

Flashmob contro la violenza di genere

In un gesto di sensibilizzazione, alcuni senatori maschi stanno persino considerando l’organizzazione di un “flashmob” contro la violenza di genere. La proposta, lanciata dal presidente del Senato La Russa, è stata accolta dalla maggioranza, che cerca attivamente senatori di opposizione disposti a partecipare, puntando a un’iniziativa bipartisan che possa sensibilizzare ulteriormente sull’importanza della lotta alla violenza di genere.

In conclusione, l’approvazione del ddl rappresenta un passo significativo nella lotta contro la violenza di genere, sebbene le divergenze e le sfide nella sua attuazione siano evidenti, soprattutto riguardo alla prevenzione e all’educazione nelle scuole. La politica nazionale, attraverso questo provvedimento, cerca di rispondere con decisione a un’emergenza così drammatica, cercando unità e azioni concrete.

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